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F.a.q - Domande Frequenti |
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Sessualità: |
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Quali sono in genere le cause delle disfunzioni sessuali?
Le disfunzioni sessuali sono in genere il prodotto di aspettative e convinzioni errate o
irrealistiche che generano ansia rispetto a vari aspetti del rapporto sessuale, in quanto
sono all'origine di varie paure legate al tema della sessualità, di cui le più comuni sono:
1. Timore del godimento sessuale: è in genere legato a una concezione della
sessualità come colpa o peccato, o essa è considerata, a ogni modo, come
qualcosa di sporco o impuro.
2. Timore di non riuscire (ansia da prestazione): è il frutto di rigidità nelle
aspettative riguardo al rapporto sessuale ("Deve sempre andare bene!") e di
obbligatorietà nell’impegno verso il partner ("Devo a tutti i costi fargli provare
piacere"), ma soprattutto di attribuzione di valori e finalità al rapporto sessuale
incompatibili con una visione di esso come piacere e soddisfazione (rapporto
sessuale come prova di maturità o di virilità, come test delle proprie qualità o
abilità, come prova di affetto, come dimostrazione della nostra preoccupazione
per il piacere dell'altro).
3. Timore di essere spettatore delle proprie prestazioni sessuali: deriva dal sentirsi
al di fuori del rapporto sessuale, come uno spettatore critico, perdendo così ogni
possibilità di essere immediati e spontanei.
4. Timore di perdere il controllo: spesso presente nelle donne anorgasmiche, è il
risultato della convinzione irrealistica di dover sempre mantenere il dominio su di
sé e della paura di potersi comportare in modo riprovevole o disdicevole in caso di
completo abbandono al piacere.
5. Timore dell'altro sesso: rappresenta solitamente la conseguenza di ignoranza nei
confronti delle reazioni che si possono ottenere dai rappresentanti dell'altro
sesso. Tale ignoranza deriva da inesperienza, da un'educazione sbagliata, da
circostanze sociali di deprivazione o altrimenti sfavorevoli ecc. Una mancanza di
aspettative nei confronti del comportamento altrui impedisce un processo di
problem-solving e quindi genera incertezza e ansia.
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L'efficacia di un uomo come amante dipende dalla dimensioni del suo pene?
La preoccupazione per la grandezza dei propri genitali, in stato di riposo e di erezione, è
tipica degli adolescenti e dei giovani e provoca spesso penosi confronti e dolorosi
evitamenti di rapporti. Deve, invece, essere chiarito come la soddisfazione della donna
non dipenda dalla grandezza del pene del partner (infatti la vagina in fase di
tumescenza si gonfia e, quindi, si adatta a ogni membro, grande o piccolo), ma tutta
una serie di variabili di cui quelle cognitive sono le più importanti, in particolare per la
donna. Inoltre, il pene non rappresenta una delle parti del corpo maschile che sono
considerate più sexy dalle donne e, infine, le dimensioni del membro a riposo non sono
correlate con quelle in erezione.
Tale preoccupazione maschile trova la sua controparte in quella femminile circa le
dimensioni dei seni. Anche in questo caso la paura è ingiustificata, in quanto le
preferenze degli uomini variano ampiamente per tutta la gamma possibile dei seni
femminili.
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Eiaculazioni o masturbazioni troppo frequenti possono generare indebolimento
dell'organismo, della libido o addirittura malattie mentali?
Tale convinzione è destituita di ogni fondamento fattuale. Del resto, è pressoché
impossibile stabilire un criterio per definire una soglia di "frequenza" superata la quale si
cadrebbe nell'eccesso. Ogni individuo ha un proprio ritmo personale, che non è
confrontabile con quello altrui.
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L'orgasmo vaginale, al contrario di quello clitorideo, costituisce la forma matura di
orgasmo?
Si tratta di un residuo di una superata concezione freudiana, secondo cui lo stadio
genitale della sessualità matura nella donna verrebbe raggiunto solo con tale forma
orgasmica; questa concezione priva la donna di forme di piacere perfettamente naturali
e, spesso, altamente gratificanti (il 20-30% delle donne preferisce l'orgasmo clitorideo a
quello vaginale). Gli stessi sessuologi non concordano del tutto sulla distinzione fra
queste due forme di orgasmo; inoltre, dato che il fine del rapporto sessuale è il piacere,
non ha molta importanza la zona da cui esso viene tratto.
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Un rapporto sessuale riuscito deve comportare un orgasmo simultaneo nei partner?
Si tratta di un'altra convinzione che ha prodotto notevoli problemi in numerose coppie.
Non esiste una definizione di rapporto ottimale, ogni sua forma è valida purché
piacevole per entrambi. Ciascuno può avere l'orgasmo al suo momento e con le tecniche
preferite; un orgasmo simultaneo può essere ricercato e provato come esperienza nuova
e alternativa, ma non certamente ostinatamente inseguito per raggiungere un'illusoria
perfezione.
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Se, talora, si è attratti da fantasie sessuali con persone, reali o immaginarie, del proprio
stesso sesso, si è sicuramente omosessuali?
Questa idea ha indotto in molti adolescenti, nei quali ciò può accadere più di sovente,
angosce davvero dolorose. Tale eventualità deve essere prevenuta su di un duplice
piano: da un lato decolpevolizzando l'omosessualità, che ormai non viene più classificata
come disturbo mentale (così, infatti, è stato stabilito a partire dal DSM-III, nel 1980), e
quindi costituisce solo un comportamento sessuale alternativo: dall'altro, chiarendo
come tutti presentiamo una potenzialità bisessuale, pur in presenza di un orientamento
prevalentemente omo- o eterosessuale.
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I rapporti sessuali dovrebbero essere evitati nell'ultimo trimestre di gravidanza e nelle
sei settimane successive al parto?
A parte ragionevoli precauzioni per evitare un'eccessiva pressione sull'addome o le
infezioni, una donna in buona salute può godere dei rapporti sessuali fino a due
settimane prima del parto e può riprenderli non appena la vagina ha smesso di
sanguinare e ogni eventuale ferita si è rimarginata;
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L'alcol è uno stimolante sessuale?
Esso da un punto di vista farmacologico è una sostanza deattivante che, in una prima
fase, agisce come disinibitore (in quanto deprime e inibisce i centri inibitori cerebrali), e
quindi può apparire come rimedio contro la timidezza, le paure, il senso di colpa o altre
inibizioni che ostacolano il contatto fisico. Tuttavia, successivamente, il suo effetto
inibitorio si diffonde su tutto il sistema nervoso, intralciando la prestazione sessuale e,
se assunto in grandi quantità, impedendo l'erezione nell'uomo e riducendo le possibilità
di orgasmo nella donna (per quanto questa abbia una maggiore resistenza a esso rispetto
alla funzione sessuale).
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Esiste un periodo assolutamente sicuro per non correre rischi di gravidanza?
Dato che non tutte le donne hanno un periodo di ovulazione costantemente regolare, e
anche coloro che lo hanno possono talvolta disregolarsi, i calcoli in base a esso sono
altamente inattendibili.
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Il sesso orale fra uomo e donna è indice di tendenze omosessuali?
Le variazioni erotiche fra partner, purché desiderate da entrambi, aumentano il piacere
e l'interesse. I rapporti orali sono considerati parte del repertorio eterosessuale e, il
fatto che tale tecnica sia diffusa fra gli omosessuali, non significa alcuna tendenza
omoerotica.
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Cosa sono i miti sessuali?
I miti sessuali possono essere definiti come delle false credenze e aspettative erronee
legate al rapporto sessuale e alla sessualità più in generale, e consistono in convinzioni
irrazionali sulla sessualità e su come intendere e agire il rapporto sessuale, e su come ci
si avvicina alla sessualità. Le attese create da queste credenze possono generare
richieste spropositate verso la relazione sessuale o, addirittura, contribuire a una
disfunzione sessuale e minare l’autostima. Una educazione sessuale inadeguata,
scorretta o completamente assente, tipica delle generazioni passate, può contribuire a
far credere in alcuni di questi miti sessuali.
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Il sesso è veramente soddisfacente solo quando i partner hanno un orgasmo
contemporaneamente?
Troppo spesso il rapporto sessuale è guastato da tentativi di orgasmo simultaneo o da
sforzi eroici di ottenere l’orgasmo della donna durante la penetrazione. L’impossibilità
per questa di avere un orgasmo durante il rapporto può provocare una sensazione di vero
e proprio fallimento, sia per lei che per lui. Donne perfettamente normali possono non
essere orgasmiche durante il coito, pur godendo moltissimo della penetrazione. Il sesso
può essere piacevole e gratificante anche se si fa "a turno" nel raggiungere l’orgasmo. Il "venire insieme" costituisce certamente una bellissima esperienza per entrambi, è
desiderabile fare di tutto per imparare ad arrivarci, tutto ciò non deve avvenire tuttavia
a discapito della finalità primaria del sesso, che è quella di darsi reciprocamente
piacere.
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Ogni uomo dovrebbe sapere come dare piacere a ogni donna?
È erronea la considerazione che l’uomo sappia sempre "istintivamente" cosa vuole e
desideri la donna. È fondamentale, invece, per un buon rapporto di coppia e una
soddisfacente vita sessuale saper comunicare i propri desideri e ascoltare quelli del
partner.
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Un uomo ha sempre voglia ed è sempre disposto a fare l’amore?
Un altro mito in auge nella nostra società è che l’uomo sia perennemente "a caccia"
della donna che è quindi costantemente preda. In questa ottica è il maschio che deve
prendere per primo l’iniziativa sessuale, altrimenti corre il rischio di sentirsi poco virile.
D’altra parte la femmina deve rimanere passiva, per il timore di essere considerata "mascolina,", "aggressiva", "immorale". Non bisogna dimenticare, invece, che sia gli
uomini che le donne hanno desideri sessuali ed è bene che entrambi si sentano liberi di
prendere l’iniziativa di un’esperienza d’amore.
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Quando un uomo ha un’erezione è doloroso per lui non usarla per raggiungere presto un
orgasmo?
Una conseguenza del mito precedente porta alla considerazione che un uomo deve
sempre usare la sua "erezione", poiché il non farlo gli procurerebbe dolore. All’interno
del rapporto sessuale, inoltre, il ruolo giocato dall’uomo deve essere sempre attivo,
poiché egli è l’unico responsabile dello svolgimento dell’atto. Non tutti i contatti fisici
necessariamente devono terminare con un rapporto sessuale, poiché possono essere
frequenti le erezioni “spontanee”, e per fare sesso ci devono essere le condizioni
opportune e la predisposizione da parte di entrambi i partner.
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Se un uomo perde l’erezione significa che non trova attraente la sua partner?
Se un uomo perde l’erezione durante il rapporto sessuale, o non la raggiunge per niente,
non significa necessariamente che non trovi attraente la sua partner. Un’altra falsa
credenza connessa alla sessualità è che i genitali funzionino sempre bene e che il sesso
sia sempre piacevole. Ciò è vero solo nella misura in cui i partner non hanno problemi e
siano rilassati; le difficoltà quotidiane, lo stress, i sentimenti negativi, possono
disturbare la risposta sessuale.
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La masturbazione è una cosa sporca e dannosa?
Tutta una serie di falsi miti riguardano la masturbazione, è opinione diffusa, soprattutto
tra i ragazzi, pensare che la masturbazione non sia una naturale espressione della
sessualità, in quanto permette una maggiore conoscenza di se stessi e delle proprie
sensazioni corporee. Non di rado questa viene considerata come una pratica da evitare
in quanto dannosa alla salute. E anche quando la masturbazione viene considerata come
assolutamente naturale, possono comunque permanere delle resistenze rispetto alla
possibilità di ricorrere a questa pratica all’interno di un rapporto sessuale, come un
momento da condividere con l’altro. Allo stesso modo, molte persone provano un forte
imbarazzo nel confidare al partner le proprie fantasie sessuali, in quanto queste possono
spesso essere avvertite come "sporche" o come un vero e proprio "tradimento".
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Ci sono regole assolute e universali su cosa è normale nel sesso?
Una considerazione diffusa, infine, è quella secondo cui la sessualità è regolata da una
serie di leggi dell’istinto universali e assolute; in realtà non c’è niente di più personale
dell’esperienza sessuale che si compone soprattutto di aspetti psicologici e sociali e
quindi dovrebbe seguire le leggi della spontaneità e della naturalezza.
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Cosa sono gli afrodisiaci?
Gli afrodisiaci sono sostanze più o meno naturali in grado di stimolare e migliorare le
prestazioni sessuali e accrescere il piacere. Prendono il nome da Afrodite, che secondo
la leggenda emerse dal mare vergine e nuda, simbolo della bellezza, del desiderio e
della fertilità. A lei gli antichi rivolgevano preghiere e gli uomini d’oggi le fanno omaggio
utilizzando sostanze che portano il suo nome.
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Che ruolo hanno realmente queste sostanze nella funzione sessuale?
La scienza dell’alimentazione non conosce alcun cibo in grado di migliorare in modo
specifico il desiderio e il piacere sessuale. Non si può parlare, quindi, in modo scientifico
di relazione diretta tra afrodisiaci e potenziamento della sessualità quanto piuttosto,
per alcune sostanze, di una alterazione più o meno generalizzata dell’equilibrio
dell’organismo che include anche la sfera sessuale. L’unico estratto vegetale che pare
possa avere un effetto veramente afrodisiaco è l’yohimbina, un alcaloide che provoca la
vasodilatazione nella zona lombosacrale che comprende anche gli organi genitali.
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È vero che gli afrodisiaci migliorano la prestazione sessuale?
È innegabile l’effetto placebo o di suggestione che questi alimenti hanno avuto per
millenni e ancora oggi conservano. L'uso del cibo a scopo afrodisiaco è una costante in
tutte le culture: i nostri progenitori, per attribuire a un rimedio una caratteristica
terapeutica, seguivano la legge dei simili, secondo la quale gli alimenti dotati di una
forma o aspetto simile a quello dei genitali risultavano ottimi stimolanti sessuali. Da qui,
ad esempio, i molti vegetali e frutti che richiamano i genitali maschili e quindi
considerati afrodisiaci: banana, carota, asparagi, cetriolo, sedano etc.; o quelli che
richiamano i genitali femminili: l’ostrica, ad esempio, con effetto stimolante.
Un effetto "afrodisiaco" lo hanno invece molti comportamenti di seduzione o emozioni
particolari, come la gelosia, gli abiti che esaltano le forme del corpo, uno sguardo, una
parola, erotizzante può essere una doccia calda. H.S. Kaplan afferma che "finora non è
stata scoperta una sostanza chimica che possa competere con il potere afrodisiaco
dell’innamoramento".
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Qual è l’età giusta per avere il primo rapporto sessuale?
Una domanda che spesso ancora oggi genitori, insegnanti e gli stessi adolescenti si
pongono è quale sia "l’età giusta per avere il primo rapporto sessuale". È importante
sottolineare, a questo proposito, che non esiste un età "giusta" uguale per tutti, ognuno
di noi deve capire in base ai propri desideri, valori, principi morali, il momento più
adatto per vivere questa esperienza. È importante, cioè, evitare il rischio di bruciare le
tappe fondamentali della crescita vivendo un’esperienza senza la necessaria
consapevolezza.
In alcune circostanze, infatti, i ragazzi vivono la prima volta come una sorta di obbligo e
di costrizione allo scopo di conformarsi alle regole del gruppo aderendo così ad un
modello "dominante che vuole consumare tutto e subito" tipico delle società occidentali.
Occorre invece sottolineare quanto sia importante affrontare il primo rapporto sessuale
in un clima di intimità e fiducia che può derivare solo da un rapporto di conoscenza e
affetto. Vivere la prima esperienza sessuale come un desiderio esclusivo di mettere alla
prova se stessi, dimostrando agli altri di essere adulto, comporta il rischio di vivere
quest’esperienza con un senso di delusione e amarezza. D’altra parte i rapporti di
coppia nell’adolescenza difficilmente sono duraturi; essi hanno spesso il valore di
sperimentazione con l’altro sesso.
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È vero che l’età dei ragazzi/e che hanno il primo rapporto sessuale si è abbassata?
I cambiamenti avvenuti nei ruoli maschili e femminili e la maggiore libertà sessuale
hanno livellato le differenze tra gli adolescenti, che tendono a vivere "la prima volta"
come un’esperienza in cui l’aspetto sessuale e affettivo della relazione tendono a
coesistere. Il sentimento e l’amore, sembrano essere i fattori che determinano la
sessualità dei giovanissimi, il che sembrerebbe confermare un ritorno ad una forma di "neo-romanticismo", con la conseguenza di un innalzamento dell’età del primo rapporto
dai 13-15 anni di qualche tempo fa, ai 16-18.
Varie ipotesi sono state fatte per spiegare questo fenomeno. Sicuramente la diffusione
dell’AIDS e la conseguente paura del contagio hanno portato ad una maggiore responsabilizzazione
e ad una scelta più attenta del partner. Inoltre, la possibilità di dialogare
più facilmente con i propri genitori su argomenti inerenti alla sessualità, ha contribuito a
togliere il velo di mistero e di "proibito" che da sempre ha circondato la sessualità. In
alcune circostanze, però, la tendenza a vivere i rapporti sessuali come una forma di
trasgressione delle regole familiari, può portare l’adolescente ad affrontare questa
esperienza con un forte senso di colpa, per aver tradito la fiducia dei genitori.
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Quali sono i Miti e i Tabù sulla prima volta?
La "prima volta" può essere un evento carico di aspettative, paure, curiosità e desideri
che spesso si fondano su informazioni non sempre corrette.
Tra gli adolescenti è diffusa l’idea che durante il primo rapporto sessuale sia impossibile andare incontro ad una gravidanza indesiderata, così come spesso il primo rapporto
sessuale viene immaginato dalle ragazze come molto doloroso e caratterizzato da una
notevole perdita di sangue. Anche il ragazzo, d’altra parte, può vivere la prima volta
con il timore di non essere all’altezza o adeguato, a causa dell’inesperienza e di poche
informazioni su come condurre il rapporto sessuale.
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Quali conseguenze può avere l’ansia del primo rapporto sessuale?
Un altro elemento che contraddistingue i primi rapporti sessuali è l’ansia che si
manifesta durante il primo rapporto e che può provocare conseguenze sgradevoli sia nel
ragazzo che nella ragazza. Nel primo essa può causare la perdita di erezione o
un’eiaculazione precoce; nella seconda, può portare ad una difficoltà a raggiungere
l’orgasmo. A questo proposito, parlare di disfunzioni sessuali a questa età è fuori luogo;
molto spesso questi disagi si risolvono con una corretta informazione, un’educazione
sessuale adeguata nonché con una maggiore conoscenza del proprio corpo e delle
proprie emozioni.
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Anche la prima volta si può rimanere incinta?
Certo, per questo è importante conoscere le possibilità contraccettive. La scelta di
avere rapporti sessuali, oltre che basarsi su una sufficiente serenità e maturità affettiva,
deve anche prevedere una scelta responsabile dell’anticoncezionale. L’utilizzo di un
mezzo contraccettivo, infatti, permette di vivere la sessualità in un clima più rilassato e
meno ansioso, evitando anche gravidanze indesiderate.
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